
Il mio racconto La Torre di Bibbona ha ottenuto una menzione d’onore nel Premio Letterario Nazionale “I luoghi dell’Anima”, promosso da Sfumature in Equilibrio. Questo riconoscimento rappresenta non solo un traguardo personale, ma anche una testimonianza dell’importanza della narrativa nel trasmettere emozioni e ricordi. Il tema del concorso, che esorta a esplorare il legame profondo fra identità e territorio, mi ha spinto a creare una storia ispirata dai ricordi delle mie estati toscane: un caldo pomeriggio, il frinire delle cicale, il profumo della salsedine e della terra calda, e la sorpresa nella scoperta di una torre apparentemente fuori luogo nel posto in cui sorge. Questi elementi non solo arricchiscono il racconto, ma rendono l’ambientazione vibrante e vivida. La torre diventa così un simbolo di eternità in un paesaggio in continuo cambiamento, invitando il lettore a riflettere non solo sul viaggio fisico, ma anche su quello interiore. Questo racconto, quindi, si trasforma in una profonda riflessione sul tempo, sulla memoria e sul senso di appartenenza, stimolando in ciascuno di noi una connessione con i luoghi che hanno segnato la nostra vita.
Nel brano, analizzo le sensazioni lasciate a briglia sciolta in un periodo di relax, abbandonandomi alla curiosità e al fascino per quella torre misteriosa, fino a una sorta di rassegnazione mista a nostalgico rammarico nel contemplare la trasformazione che interviene con il passare del tempo e il legame indissolubile con la terra natale. La vicenda diventa così un ritratto intimo di un’epoca e di un’identità, che riflette anche le difficoltà di un periodo segnato da cambiamenti (come il periodo COVID) e dal confronto continuo con la memoria.
Raccontare “La Torre di Bibbona” significa dare forma alla concretezza del paesaggio e a quei ricordi che, nel tempo, hanno plasmato il mio sguardo sul mondo. È un invito a scoprire come, anche nei luoghi apparentemente ordinari, si cela una bellezza autentica fatta di tempo e memoria.